Nel Cambiamento

Il Blog dell’Upir – Episodio 6.

© Mirko Francesconi. Racconto originale. Tutti i diritti riservati.

La guardo.
Quella piuma è lì nel lavandino.
E io la guardo.
Sì, perché so che vuole parlare, vuole rivelare…
Cose.
Cose già nella mia mente, devo solo scavare.
Mi viene da ridere.
Ma di quelle risate che si strozzano a metà.
A singhiozzi.
Tipo pianto.
Tipo niente.
Comunque sto bene.
Giuro.
Voi??
Voi…sì, voi! Come cazzo state??
Io forse solo un po’ stanco.
Un po’… svuotato.
O forse impregnato…
Di cosa?
Di arcano? Di ignoto? Di misticismo?
Stavo pensando che forse il tempo si è piegato su se stesso.
O che ho dormito nei punti sbagliati del cervello.
Tipo una goccia che cade sempre sullo stesso punto, tic, tic, tic…
E poi il buco.
Che ti risucchia.
Einstein, Freud, Rabelais…che cazzo ne sanno?
Mmmmpppffff… non resisto!!
Forse Goya.
Ecco, Goya era cazzuto.
Lui sì…

Ehi, però riflettevo…io non ho mica fame!
È normale?
O è che ho già mangiato?
Oddio…
Tutto gira.
In senso buono, eh?!
Nel senso che sto comprendendo.
Ma con organi che non so di avere.
Tipo lo stomaco della mente.
La milza dell’anima.
La lingua dei sogni.
O quel boia di Giuda…

Quante stronzate!

Tutto perchè ho visto qualcosa in un frangente…
Anzi rivisto.
Ma non posso parlare.
Sssssssssssssshhhhh…
Non ancora.
Non ancora.
Non ancora…

E questa cosa putrida era attaccata all’uccellino?
È la sua?

Era caldo.
Salato.
Cosa ne so?
Voi lo sapete…?
No, io non lo so…non lo so…hihihi…non lo so!
La corrente d’aria invece?
Quella che non doveva esserci…
Ho compreso da dove veniva.
La sento anche ora.
E ha un odore.
Di vecchio.
Di pelle umida.
Di passato.
Di masticato.

Ahhhh, adesso tutto è più silenzioso.
Molto.
Anzi no.
Ora che ci penso avverto qualcosa.
Un suono umido.
Tipo…tipo masticare!
Sono pazzo.

Credo di aver bisogno di dormire ancora.
Ma solo se riesco a non chiudere gli occhi.
Perché quelli adesso vedono, più di prima.
Anche quando sono chiusi.
Ma siiiii, sì, va tutto bene! Tranquilli!
Lo rigiuro.
E poi, dai…che altro può accadere?

Nulla, solo che stanotte il tempo cambierà.
Non dite che non vi avevo avvisato.


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