Briseide

Il Blog dell’Upir – Episodio 9.

© Mirko Francesconi. Racconto originale. Tutti i diritti riservati.

Ciò che è dietro le spalle è perso in meandri senza più tempo.

La porta si è chiusa da sola.
O l’ho chiusa io?
Bah…
Non ricordo.
Ma che importa?

Fuori è un deserto urbano, caldo e denso, intriso di odori che fino a ieri non percepivo.
Sapete che la notte ha strati?
Profondità?
Ogni vicolo ha un suo alito.
Ogni parete, nuova o eretta su un muro antico, respira.
Sto attraversando tutto questo con la stessa leggerezza che provoca qualche goccia di Assenzio nell’alcol.
Ma pure di Aconito, di Belladonna…di tè allo Stramonio.
La Datura…
“Undici semi di … passati nel mortaio,
bagnali con tre gocce di linfa vitale,
aggiungine una di limone
e infondi in poco nettare d’uva rossa fermentata,
una volta al giorno”
Reminiscenze.

Che sensazione.
Tutto è mio ora.
Finalmente.
Posso sentire ogni cosa: i neon che sfrigolano a distanza, i motori spenti che ancora si contraggono nel raffreddamento, il passo stanco di un barbone che si gratta sotto al portico.
E tanto, tanto altro.
Tutto vibra.
Tutto canta per me.

Ho fame, sapete?
Non di cibo, no…suvvia…quale banalità!
Di desiderio!
Di giustizia!
Di equilibrio!

Del vostro terrore.

E così ho pensato ad una ragazza…la prima a cui fare visita.
Briseide.
Con quel nome mitologico da sguattera greca e il cervello saturo di emoji del cazzo.

Era tra le persone online.
Sì, l’ho notata subito.
Mi derideva.
Scriveva nei commenti frasi sospese, ironie spicciole.
Bramava attenzione…

L’avrà.

Crede di essere arguta Briseide.
Si sente speciale, stimata.
Protetta.
Nel suo ecosistema fragile fragile.

E quindi eccomi qui.
Sotto casa sua.
È un edificio modesto.
Due piani.
Un piccolo cancello che cigola.
Ho fatto il giro.
Ne ho sfiorato le pareti come fossero pelle.

Vi piace rivelare ogni cosa…
La stanza è quella, su, in alto a destra.
Con la finestra aperta.

Ma certo.
Sempre così prevedibili.
Scontati.
Avete un talento innato nel facilitarmi le cose.

Sciocchi beoti.

Mi basta alzare lo sguardo.
Percepisco tutto.
Dentro c’è una luce tenue.
Odore di crema per il viso.
Carta assorbente.
Plastica calda.
Mmmmhhh…

E il cuore.
Il suo cuore.
Bum… bum… bum…
Che batte.

Che delizia Briseide.

Sorrido.

E’ solo un attimo…
Sono entrato.

Ora inizia la leggenda…


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