Il Blog dell’Upir – Episodio 10.
© Mirko Francesconi. Racconto originale. Tutti i diritti riservati.

La finestra non ha fatto rumore.
L’ho attraversata in un soffio.
Dentro è tiepido, familiare.
Odore di umido, di respiri profondi, di cose lasciate fuori posto.
L’avranno detto:
“Mettiamo a posto domani”
Già, domani.
Certo…assolutamente.
Li osservo.
Briseide e quell’obrobrio sudato che le russa accanto.
Oh, come ostentavi Briseide!
E ora guardati.
Il volto immerso nel cuscino, la bocca socchiusa, un filo di bava…
Però sei perfetta, sai?
Innocente come una bambola.
E io fremo.
In un attimo le sono addosso. La cavalco.
L’acciaio freddo le buca il collo come burro tiepido.
E’ estasi.
Non grida.
Fa solo un verso idiota e un sussurro tremolante.
Ridicola!
Poi il sangue.
Zampilla, pulsa, sbruffa…
E’ caldo, denso.
Vivo.
L’obrobrio intanto si sveglia.
Troppo tardi idiota!
Ha già il petto squarciato.
Urla come un’anatra muta.
Odioso!
Gli afferro la faccia, colpisco, affondo.
Alla cieca…
Apro varchi.
Le mani smembrano.
Le unghie affondano, strappano.
E io spolpo, succhio, assaggio…
Un movimento…
Briseide.
Ancora lei!.
Muove il capo.
Geme.
Stronza!
Le stringo i capelli.
Le osservo la bocca lacera.
Le lecco la gola.
Poi di nuovo strappo.
Mordo.
Mastico.
Il letto è un lago.
Ed io sono un pesce impazzito.
E’ passione la mia.
Gioiosa isteria.
Bau!
Chi osa??
Una inutile, bianca palla pelosa.
E’ apparsa dal nulla e mi osserva.
Inclina la testa.
Si avvicina.
Brava. Brava piccola.
O piccolo?
Chi se ne frega!
L’osso del muso scatta in su come un tappo.
Un solo guaito mentre il tutto si affloscia.
E il nulla.
Fuori albeggia.
Brezza intrisa di sinfonie di ossa rotte.
Un’opera scarlatta.
Purezza assoluta.
Ma voi che ne capite?
Intanto me ne vado a riposare.
Ho tanta voglia di tornare a scrivervi…

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