Il Blog dell’Upir – Episodio 11.
© Mirko Francesconi. Racconto originale. Tutti i diritti riservati.

Ossessione.
Pareti.
Pavimento.
Le scapole mi graffiano all’interno.
Si muove tutto….
Cristo, mi sto svuotando!!
Ieri ho vomitato qualcosa.
Era nero.
Denso, colloso.
Era un pezzo di me. Un pezzo di fegato, ne sono sicuro.
Lo sento che manca…dentro.
Ho provato a mangiare e a bere, ma ogni cosa che ingerisco marcisce.
Mi consuma.
Il mio cuore si sta rimpicciolendo, è chiarissimo…
Cazzo…a volte si ferma.
Qualche istante… Secondi forse.
Poi torna a battere, ma più lento.
Sempre più lento.
Io non mi basto più.
Devo curarmi con la vita.
Mi serve vita.
Prima quel gatto investito, per strada…
Era ancora tiepido.
L’ho succhiato e mi sono ripreso.
Ma solo per poche ore.
Testa limpida.
Mani leggere.
Ma poi?
Con Briseide ero invincibile.
Però poi svanisce.
Il male ritorna.
La malattia…
E ora la sento, mi dissangua, ho emorragie.
Fatico a respirare.
L’arteria polmonare, certo…
E’ lei che non ho più!
Quelli nell’ombra mi cercano…
Mentre riposo mi amputano.
Mi aprono.
Prelevano pezzi di me.
Si nutrono…
Infatti ho perso peso.
Quasi tre kg…dove sono andati??
Ecco!
Vorrei farvi sentire!
Proprio ora!
Ho il cuore che si muove.
Giuro.
Si è appena spostato!
Lo sento battere in un punto nuovo.
Oddio…
Tutto muto…
Datemi voci!
Vita!
Lasciate aperto però…
Non entro se trovo chiuso.
Non sono gradito se trovo chiuso.
Provo a digitare.
“C’è nessuno? Come state?”
Devo essermi assopito una mezz’oretta.
“Ciao matto!”
L’emoji che ride.
Ancora…
Ma ringrazio.
Ora ho un nome.
Caldo.
Pronto.
La finestra è di nuovo aperta.
Luci basse.
Ombre che si allungano.
L’occhio che tutto vede.
L’occhio che tutto vede.
Sto arrivando di nuovo…

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